in Parlamento

Obiettivo: ottenerla tutti.
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platea ristretta ed elemosina

Messaggio da leggereda admin » 08/12/2008, 16:33

http://bollettinoadapt.unimore.it/alleg ... OCIALI.pdf


l'articolo mi pare molto chiaro perciò ve lo riporto senza ulteriori commenti,
a parte la delusione da co.co.pro.
1. perchè in pochi ci rientrano (io no, ad esempio, perchè non sto in territorio o settore in crisi)
2. perchè è solo per una volta e non è che, con l'aria che tira, in un mese la situazione si risolva.

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passaggio fondamentale in Commissione

Messaggio da leggereda admin » 09/12/2008, 14:48

DL ANTICRISI: CORSARO(RELATORE), PIU' FONDI AMMORTIZZATORI E BONUS 55%

(ASCA) - Roma, 9 dic - Piu' risorse per gli ammortizzatori sociali e per il bonus fiscale del 55% sui lavori di ristrutturazione volti al risparmio energetico. Questi, ha riferito Massimo Corsaro, relatore al decreto anticrisi per la Commissione bilancio della Camera, sono i temi che verranno affrontati nel corso dell'esame del provvedimento che inizia oggi a Montecitorio. Oggi, dopo gli interventi dei due relatori (oltre Corsaro e' stato nominato Maurizio Bernardo per la Commissione finanze) partira' la discussione generale che si protrarra' fino a venerdi'. Lunedi' 15 dicembre e' il termine per la presentazione degli emendamenti e da martedi' le votazioni. L'obiettivo e' terminare l'esame dell'articolato entro il 23 dicembre mentre il dl e' previsto in Aula dal 12 gennaio.

A breve ci sara' un incontro tra governo e maggioranza per definire le novita' da introdurre nel decreto durante l'esame della Commissione che, come ha detto Bernardo ''e' il passaggio fondamentale''. Nel confronto con l'esecutivo ''cercheremo di capire se sara' possibile raccogliere tutti gli elementi per poter chiudere il testo''.

''Sicuramente necessitano approfondimenti la norma sulla detrazione del 55% e gli ammortizzatori sociali. Su questi ultimi - ha aggiunto Corsaro - e' stato gia' fatto molto raddoppiando di fatto le risorse, da 600 milioni di euro agli attuali 1,2 miliardi. Ma ci rendiami conto che uno dei rischi piu' reali della crisi sara' probabilmente l'uscita dal mondo del lavoro di molti precari. Dobbiamo aumentare le risorse e migliorare la fruibilita'''.

lsa

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note su articolo 19 DL 185

Messaggio da leggereda admin » 10/12/2008, 10:49

http://bollettinoadapt.unimore.it/alleg ... OCIALI.pdf

Attenzione: da leggere assolutamente molto bene senza tanto cincischiare, che fessi non siamo, perchè il "provvedimento" è scritto tutto in modo tale che non lo becchi nessuno questo 10% per una volta sola. :evil: :evil: :evil:

Pensa, Fra, che quello che tu ritieni sia stato un errore, invece, secondo me, voleva essere intenzione di restringere ancor di più la platea dei beneficiari. So' furbi, che credi?

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Precari in svendita

Messaggio da leggereda admin » 04/01/2009, 10:46

Copio e incollo da http://www.antonioborghesi.it/index.php ... 6&Itemid=1

Si calcola che con la fine dell’anno circa 300.000 lavoratori precari hanno visto scadere il loro contratto senza più alcuna possibilità di rinnovo. 300.000 persone hanno perso il lavoro e da due giorni l’Istat li considera ufficialmente iscritte tra coloro che sono “in cerca di occupazione”.
Tra di essi ci sono anche molti giovani per i quali si può parlare anche di “perdita della speranza”, ma anche meno giovani, che vivevano precariamente da anni, specie nella Pubblica Amministrazione, forse padri e madri di famiglia, per i quali, in ragione della loro età, diventerà ancor più difficile il futuro anche a breve termine. Per quasi tutti non vi sarà nessuna forma di ammortizzatori sociali. Per pochissimi scatterà una qualche forma di sostegno, prevista dal decreto “anti-crisi”, che complessivamente mette in campo circa 5 miliardi di euro, mentre noi di Italia dei Valori stimiamo che dovrebbero essere almeno il quadruplo. Abbiamo anche indicato al governo come reperire tali risorse: oltre ai 5 miliardi stanziati dal governo, altri 5 potrebbero arrivare da procedure speciali per incassare quanto non versato da chi tra il 2001 ed il 2005 ha fatto domanda di condono senza versare le somme previste, 3 miliardi dalla sospensione per due anni della abolizione dell’Ici sulla prima casa se di una certa dimensione (quindi a carico di famiglie benestanti), 3 miliardi da una più serrata lotta all’evasione fiscale reintroducendo le norme sulla tracciabilità dei pagamenti, 4 miliardi dalla riduzione degli interessi passivi sul debito pubblico. Certo con queste risorse si possono prevedere più estesi ammortizzatori sociali anche per i precari, oltre che in generale per le famiglie a reddito più basso. Una recente ricerca a permesso di calcolare in circa 2.800.000 i lavoratori precari al 30 settembre scorso, con un aumento in 5 anni di circa il 17%. Di essi 900 mila sono al Sud (il 34,4%), 700 mila nel Nord Est (24,6%), 600 mila al Centro (21,5%) e 550 mila nel Nord Ovest (20,4). In media i lavoratori precari sono occupati per 31 ore alla settimana, contro le 37 dei lavoratori a tempo indeterminato. La prossima settimana inizierà in Parlamento la discussione del decreto anti-crisi. Ci auguriamo che il governo accetti le nostre proposte e lo modifichi profondamente.

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commento indipertutti

Messaggio da leggereda admin » 04/01/2009, 11:08

se volete,da integrare con vostre osservazioni, questo è il commento che ho mandato proprio ora (tratto da libro verde indipertutti):

proposta indipertutti da valutare

il 04-01-2009 09:03

Il sistema che si propone affianca utilmente l’indennità di disoccupazione, tramite istituzione di Sportelli presso INPS dedicati all’Opera Salvaguardia Territoriale, in rete con tutte le associazioni che nel territorio si occupano di assistenza a bambini, anziani, disabili, e non autosufficienti temporanei (compresi lavoratori della Pubblica Amministrazione e privati che siano temporaneamente ammalati in casa o ricoverati).

Es. Lavoratore ammalato single ricoverato in ospedale non ha nessun aiuto per portare e ritirare abiti in tintoria, chiede aiuto allo Sportello e gli viene mandato disoccupato per provvedere. Altro esempio, una signora che abita in zona non sicura chiede di essere accompagnata a spettacolo serale. In questo caso, trattandosi di divertimento, contribuisce con un buono di 5 euro, nell’altro con buono da 2,50 euro, che insieme fanno cassa come Buoni lavoro accessorio.

In conseguenza della proposta su indicata, viene a cadere il pregiudizio assai diffuso che il disoccupato sia unicamente un approfittatore. Oltre a dover dedicare il suo tempo all’aiuto e alla sicurezza del territorio, dovrà anche studiare, scegliendo da catalogo il corso preferito, con l’obiettivo di rientrare al più presto al lavoro. E’ infatti da questi corsi che dovranno attingere le aziende ed enti per assumere, in primis.

NB Posso testimoniare su iniquità attuale sistema: rimasta a casa a causa art.49 comma 3 il 30 giugno 2008, come somministrata avevo diritto a indennità disoccupazione, e ho dovuto rifiutare una prestazione occasionale che mi offrivano. Poi rientrando come co.co.pro. ho perso diritto all’indennità per il futuro e fra 5 mesi, al termine del contratto, come farò? Era meglio restare disoccupata per 1 anno a 900 euro al mese, piuttosto che rischiare. Pagherò cara la mia voglia di lavorare, grazie all’attuale sistema, se non cambia entro marzo 2009.

Inoltre, la sperimentazione di progetti per l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro è gravemente compromessa nei risultati dal fatto che per queste attività vengono utilizzate figure precarie, che non riescono a trovare né motivazione né possibilità concrete di relazione duratura con il tessuto produttivo del territorio per agevolmente inserire le persone, secondo capacità e potenzialità da testare e quindi verificare negli esiti occupazionali.
Appare quindi una presa in giro per il disoccupato andare a depositare il proprio curriculum vitae in mille luoghi, dichiarando i propri bisogni all’infinito a persone che domani sono lasciate a casa perché altre progettazioni e gare decidono per loro, senza tenere in alcun conto e rispetto sia il lavoro degli operatori, se fatto bene o fatto male, nè tali dichiarazioni fatte con il cuore in mano e chiuse in armadi senza possibilità di utilizzazione.
Questo non è sistema.

Guai a chi viene trovato quindi a lavorare in nero mentre percepisce indennità di disoccupazione (che dovrà restituire), e guai al suo datore di lavoro nero, che sarà condannato a mantenerlo a vita con un contratto regolare (trattenendogli in busta quanto indebitamente dall’INPS ha percepito). Ma è piuttosto difficile che questo avvenga, se per 3 ore al giorno il disoccupato deve essere reperibile e disponibile per le attività a cui accennavamo prima di salvaguardia del territorio, e altre 2 ore per la formazione. Resta il tempo giusto per ripassare i compiti e riposare.

Inoltre, ponendo un tetto alle retribuzioni dirigenziali sproporzionate rispetto a qualsiasi valutazione di resa umana nel lavoro, avremo risorse sufficienti da destinare a chi attualmente si trova in condizioni di povertà estrema. Quanto assegnare ai disoccupati under 25 e over 55?
Abbiamo avanti a noi diversi Libri verdi o bianchi da consultare, francesi, inglesi, ed esperienze decennali anche nord americane. Il giusto equilibrio si può trovare in un sistema in cui:
per 30 anni le persone sono stabilmente produttive (25-55)
quelle in entrata e uscita flessibilmente produttive (under 25-over 55)
i pensionati sono occupati con i nipoti, orientati a studi piacevoli, a banche del tempo e simili
i disoccupati sono iscritti a sportello salvaguardia del territorio e studiano
quindi tutti, comunque, sono molto attivi.

Quello che entra in termini di reddito viene speso per provvedere ai propri bisogni, dando al contempo impulso all’economia: commercio, industria, divertimento, tutti se ne avvantaggiano, in un circolo virtuoso che va a scapito solo del malaffare.
Mi pare che ormai i tempi siano maturi per un cambiamento radicale o la povertà - specie per come eravamo abituati con tanto di pc e cellulari a disposizione - provocherà fortissime tensioni sociali e saranno tempi duri per tutti i parlamentari di qualsivoglia colore.

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le intenzioni del Ministro Sacconi

Messaggio da leggereda admin » 04/01/2009, 11:37

fusse che fusse la vorta bbona! però facciamo almeno 800 di reddito e 200 per la formazione: se pago 450 euro per camera a pensione, che mangio con 50 euro mensili?

31-12-08
WELFARE: SACCONI, INDENNITA' DISOCCUPAZIONE ESTESA A LAVORATORI PRECARI

(ASCA) - Roma, 31 dic - Dobbiamo ''allargare, e di molto, la platea dei beneficiari dei sussidi di disoccupazione, ma collegando questo ampliamento con un percorso di apprendimento''. Lo ha dichiarato il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi in un'intervista al ''Corriere della Sera'' spiegando che ''lo strumento tipico di intervento potrebbe essere un voucher. A chi ha perso il lavoro si puo' dare un voucher mensile, poniamo di mille euro, che contenga 500 euro di reddito, ma soltanto nella misura in cui gli altri 500 euro vengono spesi per la formazione''.

Allargare la platea dei beneficiari, ha aggiunto il Ministro significa ''estendere i sussidi a dipendenti di imprese con meno di 15 addetti, lavoratori del terziario, apprendisti, interinali, i collaboratori a progetto a monocommittenza, a chi aveva gia' diritto all'indennita' ma ha superato il periodo massimo''.

Sacconi ha pero' chiarito che va evitato ''un uso irresponsabile degli ammortizzatori sociali. Se approntiamo strumenti piu' generosi dobbiamo evitare che il sussidio sia un rubinetto aperto''.

''Bisogna fare dei filtri, - conclude Sacconi - con le parti sociali e le istituzioni locali, per evitare che le aziende licenzino troppo facilmente''.

res/dnp/rob

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passiamo ai fatti, finalmente? sarebbe ora!

Messaggio da leggereda admin » 04/01/2009, 11:40

vediamo che dice Damiano:
24ore
Roma, 17:48 01 gennaio 2009
CRISI: DAMIANO (PD), BENE SACCONI MA PASSI AI FATTI

"I propositi del ministro del lavoro circa l'estensione a tutti i lavoratori dell'indennita' di disoccupazione e' condivisibile. Anche per quanto riguarda l'intenzione di collegare l'ampliamento dell'indennita' ad un percorso di formazione, sono d'accordo. E' da mesi che il Pd insiste sulla necessita' di non procedere con provvedimenti 'a rate' e con aggiustamenti successivi, ma attraverso un'operazione di fondo che affronti di petto il problema degli ammortizzatori sociali". Lo afferma Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro del governo ombra, nel commentare l'intervista del ministro Sacconi rilasciata ieri al Corriere della Sera. "Si tratta di estendere gli ammortizzatori a tutti i settori di produzione, a tutte le dimensioni di impresa e anche ad ogni forma di lavoro precario - continua - un'operazione di questo genere richiede risorse straordinarie e aggiuntive che il governo deve investire, non soltanto spostando le poste di bilancio". "Siamo pronti - prosegue Damiano - a trovare una strada condivisa, vista la gravita' della situazione. Per fare questo occorre che il governo abbandoni atteggiamenti schizofrenici, come e' avvenuto con la proposta di detassazione degli straordinari, poi abbandonata, a cui e' seguita quella della settimana corta; che si smetta di promettere l'estensione delle tutele e di smontare quelle esistenti; che si apra finalmente un tavolo che coinvolga governo, parti sociali e opposizioni per definire concretamente proposte e risorse passando, in questo modo, dagli annunci alle realizzazioni".

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linee guida dal Governo

Messaggio da leggereda admin » 03/02/2009, 15:21

LINEE GUIDA PER LA TUTELA ATTIVA DELLA DISOCCUPAZIONE
Provvedere alle persone, Ripartire dalle persone: un progetto solidale tra istituzioni e attori sociali.

Le istituzioni e l’intera società civile sono chiamate a dare prova della propria capacità solidale, rimuovendo ogni ragione di conflitto ed esprimendo forme –anche originali- di straordinaria, leale collaborazione. Una nazione coesa e solidale sostiene, almeno nel proprio ambito, il circolo della fiducia e così inibisce ogni propensione al “rattrappimento” delle banche, delle imprese e dei consumatori.
Il Governo ha affrontato l’emergenza economico–sociale indotta dalla crisi globale dei mercati finanziari secondo tre linee d’azione rivolte a sostenere il circolo virtuoso della fiducia: 1. stabilità (della finanza pubblica e degli intermediari creditizi); 2. liquidità (delle banche, delle imprese e delle famiglie); 3. occupabilità (delle persone).
Il concetto di occupabilità include interventi che soddisfano i bisogni della persona ma che corrispondono anche ad esigenze delle imprese e del sistema economico nel suo complesso. In un contesto di riduzione della domanda, della produzione e delle ore lavorate –secondo modalità senza precedenti che rendono incerta ogni previsione- il Paese ha interesse a conservare la propria potenziale capacità produttiva della quale il capitale umano è componente primaria. Ciò significa mantenere quante più persone inserite nel sistema produttivo e garantire ad esse un reddito -destinato a tradursi in consumi- combinato con attività efficaci di apprendimento per essere preparati a ripartire.
Le azioni per l’occupabilità devono essere ora tempestive e mirate. Esse offriranno peraltro una significativa esperienza per una più generale azione di riforma che richiede tempo e maggiore previsione degli andamenti di finanza pubblica. Le criticità di cui tener conto riguardano: 1) l’amplia platea di lavoratori subordinati che non accedono ai trattamenti di cassa integrazione e di mobilità e un segmento di lavoratori indipendenti che si trovano in condizione di dipendenza socio-economica da un solo committente; 2) l’inurbamento di molti di essi che accentua le difficoltà nella disoccupazione; 3) la bassa professionalità di molti con particolare riguardo a giovani, donne ed anziani.
Le risposte a queste criticità devono essere organizzate in termini tali da evitare: 1) la deresponsabilizzazione delle imprese rispetto alle loro risorse umane; 2) la produzione di un bacino di nuovi assistiti dei quali risulti difficile – anche nel contesto del dopo crisi – il reimpiego; 3) un livello insostenibile di spesa pubblica alla luce della dimensione del debito pubblico accumulato.

La proposta consiste quindi nella: 1. devoluzione alle Regioni e alle parti sociali del territorio della funzione di valutazione e negoziazione -in un quadro che rifiuta pericolosi automatismi- delle richieste di protezione per lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale, sulla base di un accordo quadro e di intese specifiche per ciascuna Regione utili a combinare risorse finanziarie di diversa provenienza e ad integrare competenze e procedure; 2. ricerca di soluzioni tali da mantenere la più ampia base occupazionale distribuendo su molti lavoratori il minore monte di ore lavorate (contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione e/o ad orario ridotto, settimana corta, ecc.) o riconducendo i lavoratori disoccupati in contesti produttivi del settore privato anche mediante forme di tirocinio formativo; 3. diffusa capacità di coniugare integrazione del reddito, servizi di accompagnamento al lavoro e attività di apprendimento; 4. estensione potenziale, senza automatismi, a tutti i lavoratori subordinati delle forme di integrazione del reddito, confermando i criteri di accesso (in termini di ore lavorate nel precedente periodo), quale elemento di necessaria responsabilizzazione; 5. tutela attiva dei collaboratori a monocommittenza –beneficiari di una indennità una tantum- e degli inoccupati con servizi all’impiego e formazione; 6. previsione di trattamenti economici progressivamente calanti in modo da stimolare comportamenti attivi e responsabili nei beneficiari; 7. effettività delle sanzioni applicate a coloro che rifiutano un offerta “congrua” di lavoro o di formazione affinché l’allargamento delle forme di tutela dei disoccupati si accompagni con l’ampliamento della responsabilità delle persone.
Le risorse necessarie per garantire ai lavoratori subordinati licenziati o sospesi dal rapporto di lavoro adeguati trattamenti di integrazione del reddito combinati con apprendimento devono essere il risultato di più fonti: il bilancio dello Stato, i fondi europei di competenza dello Stato e delle Regioni, i bilanci delle Regioni e Provincie autonome, i fondi interprofessionali per la formazione continua e il relativo prelievo dello 0,30% sul monte salari delle imprese, gli enti bilaterali promossi dalle parti sociali, le ulteriori liberalità del settore privato o privato-sociale.
Le attività di apprendimento, nel contesto della presente emergenza economica e sociale, devono essere oggetto di una tempestiva verifica allo scopo di rimuovere ogni autoreferenzialità dei soggetti formatori e garantire un effettivo innalzamento delle competenze dei lavoratori che ne beneficiano. I criteri proposti per una riflessione condivisa sono: 1. il lavoro sia riconosciuto quale componente essenziale del processo educativo della persona; 2. l’impresa sia considerata l’ambito potenzialmente più idoneo all’apprendimento ove questo sia organizzato attraverso adeguati supporti e modalità; 3. la valutazione delle effettive competenze dei lavoratori da parte di valutatori accreditati sostituisca la certificazione formalistica relativa alla frequenza di corsi.
Il percorso disegnato non è semplice nella sua capacità di raggiungere tutti coloro che saranno colpiti dalla crisi né scontato nella efficacia delle azioni ipotizzate. Esso è però possibile. Possibile in particolare se tutti gli attori coinvolti avvertono la straordinarietà della transizione che ci attende, la conseguente necessità di ripensare i modi tradizionali di intervento, la opportunità offerta solo dall’integrazione delle capacità operative dei diversi soggetti istituzionali e sociali. Il dopo-crisi comincia nel momento in cui questa tensione solidale prende corpo nel nome del primato della persona, di ciascuna persona, di tutte le persone.

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Commissione Carniti

Messaggio da leggereda admin » 12/02/2009, 8:02

comunicato importante da http://www.bin-italia.org

L’associazione italiana per il reddito garantito “Basic Income Network – Italia” rende noto che lo scorso lunedì 2 febbraio 2009, presso la Camera dei Deputati, nell’ambito di un Convegno svoltosi alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei Deputati e del Presidente del Cnel, sono stati presentati gli esiti di un complesso studio condotto dalla Commissione interistituzionale di indagine sul lavoro, presieduta da Pierre Carniti. La Commissione ha studiato le trasformazioni intervenute nel mondo del lavoro negli ultimi decenni, a seguito dell'introduzione delle nuove tecnologie e delle riforme legislative che hanno profondamente inciso sulla materia.

Il comitato scientifico del Bin-Italia ritiene di particolare interesse il capitolo undicesimo di questa imponente indagine, quello dedicato a Regolazione, welfare e politiche attive sul lavoro, nel cui ambito viene condotta una ricognizione in chiave comparatistica dei sistemi di protezione del reddito vigenti in Europa ([1]). I contenuti di questa parte della ricerca sono stati accuratamente evidenziati dalla nota studiosa Chiara Saraceno, che ha così riassunto in un articolo apparso su La Stampa del 7 febbraio 2009 le proposte di riforma conclusivamente avanzate dalla Commissione-Carniti: «l'unificazione dei diversi sistemi d'indennizzo della disoccupazione in un'indennità universale (e d'importo adeguato) per tutti coloro che hanno perso il lavoro superando la frammentazione attuale ed anche l'uso improprio della cassa integrazione straordinaria, unitamente all'introduzione di un reddito minimo per coloro che si trovano in povertà. Il tutto accompagnato da politiche attive del lavoro che impegnino i beneficiari dell'una e dell'altra misura ad attivarsi per trovare un lavoro (purché ci sia) e a migliorare e riqualificare il proprio capitale umano».

Riteniamo che quanto emerso dal rapporto della “Commissione Carniti” contribuisca obiettivamente a rilanciare il tema del reddito garantito, nonostante il Governo mostri chiaramente di voler ignorare tali stimoli, restando inerte di fronte alle nuove esigenze rese visibili dalla crisi economica ed alle ripetute sollecitazioni della Commissione europea e del Parlamento di Strasburgo o di volere al più procedere mediante l’adozione di misure una tantum (come ad esempio la social card) o mediante estensioni discrezionali degli strumenti esistenti, come la cassa integrazione, producendo un’ulteriore “balcanizzazione” del nostro sistema di protezione sociale.

Il consiglio direttivo e il comitato scientifico del Bin-Italia intendono promuovere un confronto con gli esponenti della Commissione, con gli studiosi e i cultori della materia, con le associazioni della società civile perchè l'importante lavoro svolto dalla Commissione non venga tralasciato e costituisca, invece, la base per riflettere sulle misure effettivamente da intraprendere per assicurare anche nel nostro paese una copertura universalistica dei bisogni vitali.

Per il Bin Italia il Presidente
Luca Santini
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[1] Lo studio nel suo complesso e il capitolo in questione sono leggibili su http://www.portalecnel.it/Portale/IndLavrapportiFinali.nsf/vwCapitoli?OpenView&Count=40

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Importante risposta dal Ministro

Messaggio da leggereda admin » 03/03/2009, 14:50

CRISI: ANGELETTI, NON FINANZIARE USCITA MA POSTO DI LAVORO
(ANSA) - ROMA, 2 MAR - ''Non bisogna finanziare la disoccupazione, ma la possibilita' che le persone restino sul posto di lavoro'': lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ospite di Radio City, su Radio Uno-Rai, insieme con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. L'obiettivo, ha aggiunto Angeletti, ''deve essere cercare di mantenere il piu' a lungo possibile imprese e persone efficienti. Per questo serve finanziare non l'uscita ma il mantenimento dei lavoratori nei loro posti. Se si riduce l'orario di lavoro per esempio a meta', si ridurra' alla meta' anche il salario, allora questa perdita va ripartita per tre, tra Stato, impresa e una parte di lavoratori''. ''Noi siamo pronti a fare la nostra parte'', ha aggiunto il leader della Uil, ''pero' bisogna fare in modo che le aziende rinnovino i contratti a termine in scadenza. Serve una sorta di moratoria, assieme all'estensione delle tutele anche per loro. Questo e' il problema numero uno''. L'accordo con le Regioni sugli 8 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali, gli ha risposto Sacconi, ''comprende tutti i contratti a termine''.

Questo lo stampo, lo porto all'INPS e chiedo il sostegno. Poi vi dico quello che mi rispondono.


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